DAI “DOVE ARRIVO IO” PUOI ARRIVARE ANCHE TU

DAI “DOVE ARRIVO IO” PUOI ARRIVARE ANCHE TU

La bici nel DNA ferrarese, gli amici che gli fanno spolverare quella nel garage per uscire con loro. Poi un fiume in piena di emozioni e di avventure da voler vivere in sella e la decisione di portare la sua passione nel suo lavoro. Paolo Franceschini, ciclista e comico, o come si definisci lui “comicista” è passato dall’usare la bici per andare a prendere il pane a salire sull’Himalaya, partecipando alla “Himalayan Highest MTB Race – Ladakh”. “La bici è un mezzo perfetto e completo, che ti completa – racconta Paolo – perché puoi andare in bici per allenarti o per svago. Senza pressioni e decidendo tu quanto fermarti e quando invece tirare. Con la bici esco di casa e semplicemente vado”. L’incontro con Dama Company nel 2017 in occasione della gara in Ladakh diventa con il tempo un legame di amicizia e la condivisione di una passione: i viaggi sulle due ruote e le piccole grandi imprese che ti fanno dire “Dai! Dove arrivo io puoi arrivare anche tu”.

NON È MAI TROPPO TARDI PER UN’AVVENTURA SULLE DUE RUOTE

“Sono stato trascinato dai miei amici. Prima tenevo la bici in garage giusto per uscire a prendere il pane o le sigarette”. Non è stato proprio un canto delle sirene quello che ha portato Paolo Franceschini sulle due ruote, ma più una incessante opera di convincimento da parte di un gruppo molto ostinato deciso a fargli scoprire la bellezza del pedalare insieme. Alla fine hanno vinto loro e dopo le prime volte in strada Paolo non è più tornato indietro e la bici è diventata una passione sconfinata che lo ha portato ovunque. “All’inizio quando facevo 30km mi sembrava un evento – ricorda Franceschini – ora ci sono giorni in cui esco a fare una sgambata e mi ritrovo a percorrere quasi 100km senza accorgermi”. La prima vera esperienza di pedalata lunga è stata nel 2015 quando ha deciso di affrontare il cammino di Santiago e raccontare il suo viaggio in un blog. “Mi piace molto la spiritualità. Le filosofie orientali, capire di ciò che parlano, di come vedono la vita. Per questo ho scelto di intraprendere il cammino di Santiago, non tanto per un aspetto religioso, ma più spirituale”. L’anno successivo è tornato sulle due ruote con un esperimento, attraversare la parte italiana della via Francigena con il tour “Riso fa buon sangue”, insieme ad Avis, un percorso di 1100km suddivisi in 15 tappe che dal Gran Sasso lo ha portato a Roma. Di giorno sui pedali, la sera sul palco per lo spettacolo. Il richiamo della prima gara non si è fatto attendere. Nel 2017 è partito il progetto “DAI – Dove Arrivo Io” alla conquista dell’Himalaya con la Himalayan MTB Race attraverso le terre del Ladakh, tra India e Tibet. Una gara folle di 6 giorni a oltre 3000 metri d’altezza, con 90km al giorno da fare e passi anche a 5000 metri. “E’ stata un’esperienza davvero tosta – ricorda Franceschini – ma anche formativa e mi ha fatto capire come, a tutti gli effetti, quando si dice tutto è possibile, effettivamente sì, in un certo senso lo è davvero”. Come il Guinness World Record per lo spettacolo comico più alto al mondo, quando Franceschini è arrivato al campo base dell’Everest a 5270m in mountain bike insieme a un gruppo di amici, tra cui Dama Company, per esibirsi. “E’ il piacere dell’esperienza che ti continua a spingere a voler fare altro. Crea anche un po’ una dipendenza. Arrivare al campo base dell’Everest con la bici, in alcuni tratti la porti anche in spalla, non ha senso, lo sai perfettamente, ma lo fai lo stesso. E mentre lo fai magari ti dici anche che una cosa del genere mai più, poi però non è mai così”.

I VIAGGI UNCONVENTIONAL CON DAMA COMPANY

“Avevo pensato al mio progetto DAI – Dove arrivo io e tutto quello che mi serviva per completarlo, dalla bici, che ho chiesto a Olympia, alle attrezzature, all’abbigliamento – spiega Paolo – Il contatto di Dama Company e di Daniele è arrivato dagli organizzatori della gara. Lì sono intervenuti i miei angeli custodi della comunicazione, e in particolare Gabriele del gruppo Lamu, che ha sentito Daniele per un primo incontro.
Poi l’ho conosciuto e sono andato in sede da Dama, da lì non ho più cambiato ed è nata anche la nostra amicizia”. Dopo la Ladakh sono arrivate molte altre esperienze insieme, sempre con la premessa: “Dai, ma perché non facciamo…”. Tra le più incredibili un viaggio verso il Khardung La, il più alto passo carrozzabile al mondo. “A Daniele però piacciono le cose unconventional – ricorda Paolo – e ha aggiunto, se andiamo nel punto più alto poi dobbiamo fare anche il più basso”. E così è stato deciso il loro viaggio del 2018 dal Mar Morto a Tel Aviv, poi è arrivato il Nepal per il Guinness dei primati e la scalata al campo base in mountain Bike e a seguire uno spettacolo totalmente a impatto zero.
Ora Paolo è impegnato in radio tutti i giorni sulle frequenze di KissKiss, ma senza dimenticare le due ruote. “La bici ci salverà la vita – racconta Franceschini – non è tornare indietro, ma essere consapevoli che può migliorare la vita di tantissime persone. I tessuti urbani devono ancora sviluppare la possibilità di andare in bici. Le città non sono nate per le due ruote e capisco la difficoltà. A volte però basterebbe poco. Per esempio sui Frecciarossa le bici le puoi caricare, ma le devi smontare e mettere in una sacca. Se volessi fare un’esperienza cicloturistica usando treno e bici dovrei per forza prendere i regionali. Ma anche i mezzi pubblici e gli autobus stessi non hai spazi dedicati”. Sul tema della mobilità sostenibile Paolo sta preparando un’anteprima per il Comune di Milano il 19 ottobre, una prima versione privata, che poi verrà fatta per le scuole. La voglia di un viaggio in bici intanto continua a chiamare.

DAL MONTAGNONE ALL’EVEREST – IL DOCUFILM